
IN CONSIGLIO COMUNALE DEVE VIGERE RISPETTO E MODERAZIONE
Ricordate il penultimo Consiglio Comunale come era finito? Alla Stampa il Presidente, Matteo Veronesi, ha voluto dar seguito a quanto visto in occasione dell’intervento del Consigliere Comunale Francesca Caldarone che ha coinvolto anche il Presidente stesso.
Così Veronesi: “E’ stata convocata una nuova riunione del Consiglio Comunale dopo circa un mese dalla precedente seduta, di cui molti ricorderanno nel finale l’accesa discussione tra il Presidente del Consiglio Matteo Veronesi e la consigliera comunale Francesca Caldarone, e pertanto ci tengo a rendere pubblico come questa (non) vicenda si sia conclusa.
E’ bene ricordare che in quel contesto si stava discutendo una delibera per la destinazione di avanzo vincolato mentre la consigliera comunale in questione ha indirizzato il proprio intervento sulla destinazione di avanzo libero, cosa che peraltro ha continuato a fare anche attraverso gli organi di informazione, quando invece l’avanzo libero non era oggetto della discussione poiché infatti non ancora destinato e di questo se ne parlerà in Consiglio Comunale molto probabilmente alla fine del mese di luglio.
Il Presidente è prima di tutto super partes, ha un ruolo di garanzia ed è tenuto a far rispettare il Regolamento al quale tutti i consiglieri si devono attenere.
Vedendomi costretto dunque ad applicare gli articoli 31 e 41 che prevedono come gli interventi debbano riguardare solo le proposte in discussione, e dunque la possibilità del Presidente di richiamare i consiglieri che non rispettano il regolamento, ho chiesto più volte alla consigliera di parlare esclusivamente della delibera oggetto di trattazione e non di altro.
La consigliera Caldarone ad un certo punto ha poi deciso di alzarsi e andarsene come sua libera scelta contrariamente a quanto riportato sulla Stampa secondo la quale sarei stato io a toglierle la parola, cosa che assolutamente non è avvenuta anche perché il presidente non possiede strumentazione in grado di spegnere i microfoni dei consiglieri.
Verso il Presidente sono stati usati appellativi come maleducato, antidemocratico, istituzionalmente scorretto, persona con fare dittatoriale, che esercito abuso di potere, e infine che dovrei dimettermi.
In data 7 giugno la Prefettura di Ferrara ha incontrato ed ascoltato entrambe le parti e nessun provvedimento è stato sollevato nei miei confronti, a conferma evidentemente della correttezza del mio operato.
Sono e resto comunque profondamente amareggiato per quanto successo perché credo che il dibattito politico debba restare sempre incentrato sui temi e mai sfociare in episodi come questo o inutili offese che di certo non interessano ai cittadini, ma anzi sono forse proprio una delle principali cause di disaffezione della gente dalla politica e dalle istituzioni.
Non mi aspetto di certo le scuse per le offese ricevute, anche se in un paese normale e civile sarebbe il minimo.
Spero solo che ciò non accada mai più, che si possa voltare veramente pagina e che in Consiglio Comunale continui ad esserci quel clima di rispetto e di moderazione che da sempre ha caratterizzato i rapporti fra le varie forze politiche e che anche la stessa Prefettura di Ferrara ha invitato ad usare come elementi di ispirazione al mandato di ogni amministratore locale”.