
LA POLITICA INSEGNATA A MIO NIPOTE
Venerdì 17 febbraio p.v. alle 21, al Teatro Pandurera di Cento, andrà in scena “La Politica insegnata a mio nipote” romanzo di Formazione Europa con l’elaborazione drammaturgica di Sonia Antinori, Heidrun Kaletsch e Katja Von Der Ropp realizzato nell’ambito del progetto europeo W.I.S.E. (Workshop Identity: a Story about Europe) su materiali testimoniali raccolti per due anni in quattro Paesi dell’UE (Italia, Germania, Polonia, Regno Unito).
Interpretato da Roberta Biagiarelli, Fausto Caroli, Andrea Caimmi, Giulia Salvarani e dalla stessa Sonia Antinori, autrice dei tre capitoli Italia: “I – Il mattino ha l’oro in bocca” – La goccia scava la pietra” e “XII – Ho fatto naufragio, bene ho navigato”. Un’ideale trilogia per rappresentare tre diverse prospettive della storia italiana: la memoria della ricostruzione postbellica e la crisi della Politica, la magistratura come scuola di legalità, la passione egalitaria degli anni a cavallo tra Sessanta e Settanta fino alle deriva estremistica e al suo superamento.
W.I.S.E. (acronimo di “Workshop Identity: a Story about Europe” ma anche parola che in inglese significa “persona saggia”), è nato da un confronto europeo sui temi della politica più alta: della democrazia, delle utopie, della storia. Oltre sessanta testimoni delle generazioni centrali del Novecento sono stati interpellati sulla loro biografia politica in quattro paesi scelti in base alla loro rappresentatività geografica (Italia, Germania, Gran Bretagna, Polonia). Questo è alla base dei dodici capitoli del Romanzo di Formazione Europa, il romanzo del nostro continente. Un montaggio di storie contrastanti, di criteri, forme e spazi diversi, dove smarrirsi è ritrovarsi, come in una foresta.
Tre i capitoli dedicati all’Italia. Le storie dei testimoni inquadrano momenti che segnano il percorso della democrazia anche in scala europea: dalla coscienza civile necessaria per sopravvivere al conflitto (nel primo capitolo), alla democratizzazione dell’Italia (nel nono), alla consapevolezza dell’impegno e della radicalizzazione nell’Italia spezzata da terrorismi e da attacchi di imperscrutabili poteri (nel dodicesimo). La prospettiva dei protagonisti consente di scendere dietro le apparenze della Storia ufficialmente tramandata, per indagare i nessi e gli effetti che le scelte dei singoli inevitabilmente comportano.